25/03/16

Orange di Ichigo Takano - riflessioni post lettura


Solitamente mi capita con alcuni film che una volta arrivati i titoli di coda non finisce l'esperienza, ma torno a casa con delle sensazioni che sono poi uno strascico delle emozioni provate durante la proiezione. Capita anche dopo aver letto un libro toccante. E rare volte mi è capitato con i manga. Mi affeziono spesso ai personaggi quando le loro avventure mi accompagnano per molto tempo, succede anche con anime o serieTV,  al punto che poi per qualche giorno è come se ne sentissi la mancanza fisica, può sembrare buffo ma è così. Questa volta però finito di leggere Orange ( オレンジ  ) mi ritrovo toccata nel profondo dalla storia, dai sentimenti di quei ragazzi, dal messaggio. 
TRAMA:
Nella primavera dei suoi 16 anni Naho Takamiya riceve una lettera da se stessa 10 anni nel futuro. All'inizio Naho pensa che si tratti di uno scherzo ma cambia idea quando gli avvenimenti che vengono descritti nella lettera accadono veramente, tra cui il trasferimento di un nuovo studente Kakeru Naruse. La lettera finisce con la preghiera della Naho del futuro alla Naho del passato di prenderdsi cura di Kakeru, perchè con suo grande rimorso nel futuro lui non ci sarà più.

Ichigo Takano scrive nella pagina dei ringraziamenti finali  :

"non esistono vite che possano andare perse, abbiate cura di ogni giorno, ogni  singolo momento e voi stessi." 
E così è riuscita a racchiudere in una breve frase il significato della sua opera.
In questo manga la corsa per salvare Takeru mi ha tenuta incollata alle pagine, i fraintendimenti tra lui e Naho onestamente mi hanno snervano un pochino, l'idea del mondo parallelo è stata accattivante. Il finale poteva essere scontato ma non lo è stato, perché in fondo un solo finale definito non c'è. Come dice l'autrice non esiste una sola strada da poter scegliere e intraprendendo uno strada i futuri possibili sono diversi. Anche se hanno influenzato il passato, il futuro può non essere quello che vede Takeru e Naho insieme, oppure si. Ma non è la cosa più importante, il pretesto fantastico viene usato per dire altro. E' un pò il sogno di ognuno di noi che si ritrova ad avere rimpianti quello di tornare indietro e riscrivere la propria storia o quella di chi gli è caro, ma non potendo farlo l'unica cosa fattibile è impegnarsi a comunicare, a provare empatia, ad essere proiettati verso l'altro e non solo verso se stessi.  
Perchè il destino di Takeru sarebbe stato diverso ( senza l'intervento dei suoi amici ) se avesse esternato di più i suoi sentimenti. Ma la stessa cosa vale per la madre di lui, e in fondo, se loro non avessero ricevuto quella lettera dai loro se stessi di 10 anni dopo avrebbero potuto non commettere degli errori? Potevano capire la mente di un ragazzo che dietro il sorriso nascondeva il dolore, il rimorso e la voglia di morire? Avrebbero insistito se lui si fosse chiuso nel suo dolore? Questo succede a molte famiglie e amici nella realtà.

Questa storia mi ha coinvolta così tanto perchè ho capito Takeru , avendo vissuto in parte quello
che ha vissuto lui. E da quando sono adolescente mi ritrovo ad osservare e a stupirmi di certi comportamenti che le persone anno nei confronti l'uno dell'altro, anche dei miei. Ricordo di quando il padre di un mio compagno di scuola si suicidò, i commenti duri di persone che non avevano sensibilità e giudicavano i suoi sorrisi come mancanza di dolore nei confronti del genitore che aveva perso. So anche quanto le persone si sentano inadeguate a volte nel parlarti quando vivi un dolore, e allora chi soffre finisce per essere isolato, o isolarsi. Non è facile comunicare, ci vuole non solo amore, ma coraggio. Il coraggio di rischiare di essere inopportuni o di sbagliare. Ma quando si ama non si vuole far soffrire l'altro e certe volte capita che piuttosto che stuzzicare con domande facendo scaturire reazioni diverse da quello che vorremo preferiamo non farlo e tacere. Se poi manca l'amore per se stessi e prevalgono i sensi di colpa ci si giudica da soli, si pensa che nessuno può capire e non si accettano appelli, non si ascoltano le ragioni di chi ti è vicino o semplicemente non convincono e scontrandosi contro un muro finiscono per essere inutili.
Ho riflettuto molto su queste cose così come sul tema del rimpianto dopo aver letto questo manga. Penso che ogni scelta può portare rimpianto, specie se si decide di colpevolizzarsi oppure di rattristarsi per aver deluso qualcuno o aver fatto cose che hanno portato a conseguenze spiacevoli se non addirittura drammatiche come nel caso di questa storia. Il senno di poi non serve a nulla nella realtà, anche con le migliori intenzioni possiamo sbagliare e ferire, le valutazioni che facciamo in un dato momento sono date da quel che proviamo in e ciò che ci influenza in quel preciso momento, dalle nostre paure guardando al futuro, oppure da un punto di vista egoistico perchè sentiamo che abbiamo bisogno di fare in quel modo, perchè vediamo o percepiamo le cose come non sono nella realtà. Poi a distanza di tempo le cose si vedono magari in modo diverso, si realizzano, guardiamo meglio nel nostro cuore oppure qualcuno ci racconta qualcosa che ci fa capire cosa aveva nel cuore la persona che abbiamo deluso o frainteso.
Non potendo fare come Naho, Suwa e gli altri giustamente quel che possiamo fare è del nostro meglio, con amore, con premura.
Alla fine Orange è un manga che pur utilizzando un elemento fantastico finisce per far riflettere sulla realtà ed esorta a voler bene e volerci bene, a comunicare di più e ad aver premura verso chi ci sta vicino e verso se stessi, senza dare per scontato le cose
Un pò come dice anche la Volpe al Piccolo Principe:
“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”
In un'espressione, in un silenzio, ci sono tante cose nascoste, spesso dolore e disagio. Non è facile rompere le corazze che chi prova questi sentimenti si costruisce per pudore, per vergogna o per rassegnazione, ma si può provare, non diceno solo alle persone "io ci sono se vuoi" ma essendoci davvero, andando a stuzzicare, anche a rischio di farsi trattare male. Poi scusandosi e tendendo la mano, come alla fine, trovando coraggio, fa Naho con Kakeru. Il personaggio di Naho sulle prime  non l'avevo in simpatia, per
la sua insicurezza, il suo "rimanere indietro", il suo rinunciare alle cose anche quando le piacciono. Poi ha finito per farmi molta tenerezza e ho esultato quando la paura di perdere Kakeru l'ha fatta sbloccare.
Comunque è un pò uno scontro culturale/caratteriale il mio, lo vivo con le mie amiche giapponesi. Una delle mie più care amiche è giapponese, la prima volta che ci siamo conosciute in Giappone decidere se andare sulle montagne russe è stata una cosa comica, perché se io avessi voluto lei ci sarebbe venuta per fare piacere a me, ma io avevo paura di sentirmi male visto che avevo mangiato da poco e allora a lei andava bene anche non andarci, non esprimeva il suo parere ma accondiscendeva semplicemente ai miei desideri. Quindi alla fine non ci siamo andate, ma io non saprò mai se lei  ne aveva voglia o meno! :) E' una cosa che apprezzo ma allo stesso tempo mi dispiace perchè anche io non voglio che una persona faccia le cose per me se non lo desidera e non voglio generare scontento e frustrazione. Poi mi piace capire le persone, e in Giappone non è affatto semplice. Hanno dei modi di comunicare spiazzanti. Quindi so che Naho e Kakeru non erano assurdi nel loro decidere di non mettersi insieme, di aspettare, gli imbarazzi nel darsi la mano, toccarsi, stare vicino, ma è così lontano dal mio modo di essere che mi innervosisce quando poi i protagonisti si fraintendono vicendevolmente e questo li fa soffrire. 


Gli shoujo anche più dei josei per questo sono spesso "un patimento" per me, lo riconosco! Anche con Orange ho patito, ma questa opera in soli 5 volumi ha perfettamente veicolato nel suo piccolo microcosmo il senso vero dell'amicizia, lanciando diversi temi su cui poter discutere e riflettere così che un pò come Naho vuole fare con Kakeru anche noi da soli possiamo guarire un pò la nostra anima, magari perdonarci qualcosa, o anche solo affrontare ( anche a costo di ferire ) chi ci sta a cuore per sorridere insieme.

Curiosità:

Nel febbraio 2013 Takano sensei aveva annunciato che avrebbe abbandonato la carriera di mangaka, con conseguente interruzione dei Orange. Poi per fortuna ci ripensò e la pubblicazione riprese traslocando da Betsuma della Shueisha alla rivista Monthly Action, dell'editore Futabasha. ( fonte )


Un film è uscito lo scorso dicembre 2015.

Il manga è ambientato nella prefettura di Nagano a Matsumoto. Ho visitato questa cittadina deliziosa tra le alpi giapponesi qualche anno fa, un posto che mi ha trasmesso tanta serenità. Quindi provo un affetto speciale per quest' opera anche per questo motivo. E mi rendo conto da Tokyo a Matsumoto quanto diversa sia l'atmosfera.


QUI e QUI foto di alcune location di Matsumoto su due blog giapponesi riguardanti il film e il manga. 
Presso l'ufficio turistico di Matsumoto lo scorso anno rilasciavano questa mappa, ora non so se ancora sia disponibile o meno.


Un adattamento anime andrà in onda in Giappone a partire da luglio 2016.
Un manga spin-off inizierà la serializzazione sempre sul Monthly Action a giorni, il 25 marzo 2016 ( fonte
 

2 commenti:

  1. Bellissima recensione Joyrin :) ho appena finito di vedere l'anime, mi ha davvero colpito.

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  2. scusami Bibi per il ritardo.Grazie!<3
    Io non avuto tempo per vedere l'anime ma conto di farlo!

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